Il team di 祭ITALIA è riuscito ad incontrare i Versailles per un intervista poco prima della loro performance a Roma, il 6 ottobre, durante l'Holy Grail Tour.
Ecco a voi l'intervista:
Innanzitutto grazie per l’opportunità di questa seconda intervista a nome di tutti i fan europei ed italiani.
E’ un grande onore avere i Versailles in
Italia per la seconda volta nel giro di così poco tempo, prima per la
promozione di Philia ed ora per con la tournè ufficiale, un bel regalo per
l’Italia, che nel vostro tour precedente vi ha seguito a Montpellier.
Come vi sentite questa sera? Quali sono le
vostre emozioni ed aspettative?
KAMIJO:
La volta scorsa che siamo venuti in Italia, in giugno, abbiamo suonato in una
città abbastanza lontana da Roma. Siamo molto contenti di poter esibirci nella
Capitale questa sera.
Il pubblico europeo è molto diverso
nell’approccio dal vivo, soprattutto durante i concerti, come lo trovate?
KAMIJO:
Non penso sia così diverso dopo tutto…
TERU:
Io penso che la reazione del pubblico straniero sia molto forte.
KAMIJO:
Effettivamente, essendo gli stranieri meno timidi, lo scambio tra pubblico e
palco è più facile.
TERU:
Esatto, trasmettete molto le vostre emozioni.
Questa è la vostra seconda gita a Roma, la
città eterna, si direbbe che anche voi ne siate rimasti ammaliati, cosa vi ha colpito
maggiormente e cosa vi è piaciuto di più?
KAMIJO:
Amo molto la pavimentazione in pietra, soprattuto il lastricato bagnato dalla
pioggia. Si crea un’atmosfera molto suggestiva.
TERU:
A me è piaciuta tantissimo la Cattedra di San Pietro in Vaticano.
Parlando di Holy Grail, si tratta di un
album dal sound molto ricco ed articolato, a tratti persino barocco, va di raccontarci come è stata la produzione
dello stesso? E quali le idee ispiratrici?
TERU:
Quotidianamente prendo sempre ispirazione da molte cose, in particolare,
durante la composizione dell’album assorbo molta energia anche dagli altri
membri del gruppo, oppure vengo ispirato da numerose fonti musicali.
Il booklet contenuto nell’edizione limitata
è particolarmente curato, e si nota una vasta serie di immagini con Venezia
come fonte ispiratrice; possiamo dire che è la fonte di Masquerade?
KAMIJO:
un po’ si…
Avete intenzione di visitare anche Venezia
prossimamente? Magari come turisti?
KAMIJO:
Tomorrow!
TERU:
(ride)
Domani? Che bello!! Buon divertimento!
Ciascuno di voi, può parlarci di una
canzone alla quale si sente particolarmente legato e spiegarci perché? Che cosa
rappresenta per voi?
KAMIJO:
“Vampire”, perché il concentrato dei miei istinti.
TERU:
“Flowery”, la canzone che ho composto io in linea con il tema dell’album “Ballo
in maschera”.
Nell’intervista speciale contenuta in Holy
Grail, Kamijo parlava di una sorta di evoluzione del concept dei Versailles;
alludendo a Teru ed Hizaki come Luce, Yuki e Masashi come oscurità, Kamijo la
Rosa, qual è per voi il legame tra questi elementi?
KAMIJO:
Credo che sia il tempo…
Dopo la tournè europea vi attende quella in
America Latina, un tour molto impegnativo questa volta, con molte tappe, spesso
vicine tra loro. Come affrontate tutto questo?
KAMIJO:
Con del buon vino!
TERU:
Cibo prelibato, e ovviamente, le emozioni dei fan!
Vi va di raccontarci un paio di giorni
“tipo” di quando siete in tour? Come si svolgono?
KAMIJO:
Nel primo pomeriggio arriviamo alla live house, poi ci vogliono più o meno 6-7 ore
per le acconciature, il trucco e il sound check. Nel caso di oggi il live
inizia alle 22 e subito dopo abbiamo il meet & greet fino a tarda notte.
Poi si rientra in hotel e la mattina presto si riparte.
Sembra davvero molto faticoso!
Al termine del concerto vi attende la
signing session, ovviamente vi ringraziamo nuovamente per la disponibilità a
nome di tutti i fan che vi parteciperanno, quali sono le cose che più vi
divertono e fanno piacere durante questi eventi a contatto con il pubblico?
KAMIJO:
Mi piace avere l’occasione per parlare con i fan guardandosi direttamente negli
occhi.
TERU:
è bello entrare in contatto direttamente, si trasmette molto l’affetto del
pubblico.
Grazie
mille, anche per noi è stata un bella esperienza!
Onegai
Kanaete è sicuramente qualcosa di nuovo ed esilarante (vuol dire qualcosa di
più che divertente non trova la parola giusta…), vi va di raccontarci qualche
aneddoto divertente?
KAMIJO: Teru era presente ovunque, nel making
si vedeva solo lui! È stato in assoluto il protagonista principale!
TERU: Eeh, le riprese erano molto divertenti
ed ero molto entusiasta!!
KAMIJO: Ma ti è piaciuto davvero così
tanto??(ride)
TERU: Sì, molto, anche se faceva freddissimo!
Com’è
stato cimentarsi nel ruolo di attori con un non indifferente senso autoironico?
KAMIJO: Mah, per il momento puo’ bastare!!
Farlo ogni tanto è divertente…ogni tanto, però!
TERU: (ride) Comunque la nostra occupazione
principale è la musica, quindi concentratevi su quello.
Sicuramente!
Grazie
per averci dedicato un po’ del vostro tempo! In bocca al lupo per le restanti
date del tour e vi aspettiamo presto ancora una volta in Italia!
Intervista di Aphy
Traduttrice e interprete Jun Jun



























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